La Coppa è sempre lì: e allora dai Lugano, riportala a casa

I coriandoli. E poi gli immancabili Queen. Ci sono stati e ci saranno due modi per affrontare anche loro. Dopo il Servette. Abbracciandoli, urlando a squarciagola. Oppure allontanandoli il più possibile, vuoi per quel coloraccio granata, vuoi con le mani schiacciate sulle orecchie. Il Lugano, ad ogni modo, si ritroverà di nuovo lì. Sul sintetico del Wankdorf, a due passi dalla Coppa Svizzera. Come nel 2022 e nel 2023. Un déja-vu? Beh, dipende dall’esito. Per i bianconeri, quella in programma domenica alle 14 è la terza finale consecutiva. Tanta roba. L’avversario, invece, è a digiuno da 23 anni. Tanto, anche in questo caso. Una favorita, comunque, non c’è. E ciò al netto dei precedenti in campionato, tutti o quasi di marca ginevrina, della gerarchia in Super League - con il Lugano avanti - o della semifinale dello scorso anno, vinta dai ticinesi ai rigori. Okay, ma allora che cosa farà la differenza a Berna? A nostro avviso, più che il gioco complessivo, saranno alcuni duelli individuali.
Belhadj-Cognat
Prendiamo i top player delle due compagini. Timothé Cognat da un lato. Renato Steffen dall’altro. Senza il dinamismo del francese, senza i suoi inserimenti, il Servette fa meno paura. Ecco perché a Belhadj spetterà il compito verosimilmente più difficile: spegnere il faro di René Weiler.
Steffen-Mazikou
E Steffen? In molti, statistiche alla mano, lo hanno decretato miglior giocatore della stagione 2023-24- Ci sta, eccome. Ma per il leader bianconero, quello che ha viepiù sostituito Sabbatini in campo (e non solo), è giunto il momento di dimostrare di essere anche un vincente. Due anni fa, il club s’impose senza di lui. Lo scorso anno, con lui, andò male. Di qui le aspettative nei confronti del nazionale rossocrociato, delle sue giocate, di cui si prenderà cura Bradley Mazikou. Le prestazioni del terzino sinistro del Servette sono cresciute in modo esponenziale nel corso dell’anno. Parliamo inoltre di uno degli elementi di maggiore esperienza sul piano internazionale. Proprio come Steffen.
Valenzuela-Stevanovic
Sul fronte opposto, a contendersi la gloria saranno invece i giocatori con più qualità. Miroslav Stevanovic e Milton Valenzuela. Qui sarà interessante osservare l’atteggiamento dell’argentino, dal momento che il numero 9 dei ginevrini dispone dell’arsenale di colpi più pericolosi. Insomma, servirà prudenza massima, a costo di accettare una partita più difensiva del solito. Allo stesso modo, però, Stevanovic non dovrà sottovalutare l’enorme intuito dell’avversario bianconero, capace come pochi a creare le condizioni per fare male.
Celar-Rouiller
Vero, in occasione dell’ultimo incrocio a Cornaredo, il «man-of-the-match» era stato Guillemenot. Ma il Lugano schierava la difesa B e, suggerivamo, riteniamo più corretto diffidare di Stevanovic e Kutesa, che immaginiamo verrà francobollato da Doumbia. Il vero duello tra attaccante e difensore centrale, dunque, vedrà protagonisti Zan Celar e Steve Rouiller. Nel maggio del 2023, nel quadro della citata semifinale conquistata dai ticinesi, il bomber sloveno non aveva praticamente visto palla. Non solo: il capocannoniere della Super League aveva sofferto e non poco pure in finale, contro i marcantoni dello Young Boys. Di qui gli interrogativi: dopo un finale di stagione non brillantissimo, Celar tornerà a essere determinante sul più bello? Oppure a emergere sarà la ruvidità e la grande volontà dell’ex Rouiller?
Croci-Torti-Weiler
A differenza di Peter Zeidler (nella finale del 2022) e persino Raphaël Wicky (2023), René Weiler è forse l’allenatore meno suggestionabile dal Crus e dal suo carisma. Il tecnico del Lugano, però, dispone di una rosa più importante rispetto al collega. Se le carte in mano al 42.enne momò sono quasi tutte in grado di far saltare il banco, in casa granata ci si aggrappa soprattutto all’undici iniziale. Ma non è tutto: all’appuntamento del Wankdorf il Servette si presenta con una guida infelice. Weiler, stando a quanto riferito dalla Tribune de Genève, potrebbe addirittura rompere il contratto che lo lega alla società sino al 2025, complice l’insoddisfazione per la gestione di arrivi e partenze e il personale ruolo in quest’ambito. Difficile dire quanto il malcontento in questione possa incidere sul match. A livello di motivazioni e per l’appunto alternative, comunque, il Crus sembra avere qualcosa in più.