Calcio e politica

La corsa a ostacoli per il nuovo centro d'allenamento del Lugano

Niente progetto da 23 milioni a nord di Lugano e terreni inesistenti fuori città - Attese novità in autunno
©CdT/Chiara Zocchetti
Massimo Solari
13.07.2022 17:29

I progressi sul piano infrastrutturale, per ora, passano da una nuova palestra mobile. «Sarà installata a Cornaredo, rispondendo a una chiara esigenza della prima squadra» ha spiegato il CEO Martin Blaser in occasione dell'incontro al LAC che ha lanciato la nuova stagione. Cerotti a parte, i lavori per immaginare il futuro stadio proseguono spediti. E approfonditi. «Negli ultimi mesi, attraverso diversi incontri con le autorità cittadine e HRS che realizzerà l’impianto, nonché la consulenza di diversi professionisti del settore, abbiamo valutato i possibili contenuti dell’arena. Prossimamente decideremo invece quanto e in quali elementi investire effettivamente».

Forte dell’appoggio popolare, la costruzione della nuova casa bianconera è insomma lanciata. La creazione di un campo d’allenamento dedicato rimane per contro un sogno. Un sogno tratteggiato su carta. «Non è un segreto: cerchiamo un terreno, di dimensioni abbastanza importanti, nel Sottoceneri» ha dichiarato sempre Blaser. «Abbiamo discusso con quasi tutti i sindaci dei Comuni potenzialmente interessati. Ebbene, non sono emersi spiragli». Il club si è quindi concentrato sul nord della città. «E su un progetto che avrebbe compreso due campi, uno omologato UEFA, e un palazzetto adiacente» ha indicato il CEO. Per poi spiegare le ragioni che hanno fatto naufragare i lavori: «Lo studio al quale ci siamo appoggiati ha stimato un investimento di 23 milioni di franchi. Con tutto il rispetto, e alla luce di altri esempi svizzeri, la risposta non poteva che essere negativa». Ahia. E ora? «Le ricerche, inutile negarlo, sono state complicate» ha confermato il municipale e responsabile del dicastero Sport Roberto Badaracco. «Rimanere sul suolo del Comune è l’unica soluzione percorribile. Magari ragionando su campi già esistenti, immaginando sinergie e interventi di miglioria. I terreni da gioco, tutto sommato, non mancano. E penso a Barbengo, Cadro, Sonvico o Villa Luganese, giusto per citarne alcuni. Gli approfondimenti dunque proseguiranno, perché quella del club è una necessità oggettiva».

Vero. E mister Croci-Torti, in tal senso, ha avanzato un esempio emblematico. «Alla vigilia dei match di campionato è impossibile nascondere le carte all’avversario. Qualsiasi idea tattica, nelle condizioni d’allenamento attuali, è data in pasto a chi passa a Cornaredo». Novità in merito, hanno spiegato i diretti interessati, sono attese - o meglio auspicate - per l'autunno.

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