Come mai il grattacielo in costruzione a Bangkok è stato l'unico a crollare?

Il video che ritrae il momento del crollo è diventato virale in rete. Stiamo parlando del grattacielo in costruzione di Bangkok collassato a causa del sisma di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar e che è stato avvertito anche in Thailandia, compresa la sua capitale. Di tutti gli edifici presenti nella metropoli, tuttavia, quello ritratto nel video è stato l'unico a disintegrarsi a seguito delle scosse che hanno interessato il Paese del sud-est asiatico. Nelle ore successive al disastro sono dunque sorti diversi interrogativi sulle ragioni dietro al crollo. E non sono mancate le polemiche.
Materiali scadenti, problemi di progettazione e ritardi
Ora, per determinare con precisione le cause del collasso dell'edificio potrebbero essere necessari diversi mesi. Le dichiarazioni di alcuni operai presenti sul posto e le prime conclusioni ufficiali, tuttavia, evidenziano potenziali problemi di progettazione e sollevano perplessità sulla qualità dei materiali impiegati e della costruzione più in generale, spiega il New York Times che dedica un articolo alla questione. Sotto i riflettori, in particolare, è finito il China Railway 10th Engineering Group, una società statale cinese con circa una dozzina di altri progetti in Thailandia. Il gruppo fa capo alla casa madre China Railway Group, un gigante cinese delle infrastrutture attualmente in grosse difficoltà finanziarie le cui filiali sono finite al centro dell'attenzione in diversi Paesi per problemi legati alla sicurezza.
Gli operai di Bangkok interpellati dal New York Times hanno detto che China Railway 10th, che faceva parte di un consorzio incaricato della costruzione dell'edificio, ha sottopagato gli appaltatori i quali hanno utilizzato materiali di bassa qualità e pilastri più stretti rispetto agli standard abituali. Un operaio che lavorava all'ottavo piano ha raccontato che il suo supervisore era talmente preoccupato dalle dimensioni delle colonne dell'edificio che le ha misurate personalmente per poi dire, allarmato: «Non sono i pilastri giusti per questo tipo di costruzione». E pure il pavimento, sottolinea l'operaio, non sembrava sufficientemente robusto.
I funzionari thailandesi che hanno analizzato il metallo trovato fra le macerie dell'edificio hanno inoltre dichiarato di aver trovato barre di acciaio di bassa qualità, prodotte da una fabbrica thailandese di proprietà cinese che le autorità avevano chiuso a dicembre. Anche Nonthichai Likitaporn, direttore del Thai Industrial Standards Institute, punta il dito contro l'acciaio impiegato, a suo dire troppo debole. I campioni di barre d'acciaio di due dimensioni raccolti dal sito non hanno superato i test dell'Iron and Steel Institute of Thailand per massa, chimica e capacità di gestire la pressione. Altri campioni, invece, soddisfacevano gli standard richiesti, afferma Nonthichai.
Un ente di controllo anticorruzione ha inoltre affermato di aver segnalato irregolarità nella costruzione dell'edificio di 30 piani prima del 28 marzo, quando i lavoratori in fuga hanno visto l'edificio implodere.
China Railway, dal canto suo, recentemente aveva rilasciato un video in cui elogiava la qualità costruttiva dell'edificio.
I funzionari thailandesi, che descrivono il crollo come un duro colpo per l'immagine del Paese, si sono mossi aggressivamente per indagare sul consorzio a cui era stato conferito un contratto di costruzione da 62 milioni di dollari per il grattacielo, destinato a ospitare i revisori dei conti del Governo. In una riunione di gabinetto martedì, la primo ministro Paetongtarn Shinawatra ha ordinato alle autorità di esaminare anche tutti i progetti in Thailandia che coinvolgono la China Railway 10th. Non ha invece precisato se la società madre verrà indagata.
A incidere sul crollo del grattacielo potrebbero poi essere stati anche i ritardi nella realizzazione dell'opera. Nonostante la sua edificazione fosse iniziata nel 2020, prima del collasso meno della metà della struttura era stata realizzata.
Che il modo di procedere di China Railway Group e delle società a esso collegate sia poco trasparente sembrerebbe indicarlo anche quanto avvenuto il giorno successivo al crollo del grattacielo quando quattro cittadini cinesi identificatisi come subappaltatori sono stati ripresi dalle telecamere mentre rimuovevano documenti da un ufficio dietro le macerie. Alle autorità che li hanno arrestati per poi rilasciarli hanno dichiarato che si trattava di una richiesta di risarcimento assicurativo. I documenti trafugati, ad ogni modo, sono stati messi sotto sequestro.
«L'edificio sarebbe dovuto rimanere in piedi»
In attesa di risposte definitive, gli ingegneri continuano a interrogarsi sulle ragioni del crollo che faticano a comprendere. Pennung Warnitcha, direttore del centro thailandese di ricerca sui terremoti, ha contribuito a stilare gli standard antisismici di Bangkok. Ora, sulla base di questi, Warnitcha sostiene che l'edificio sarebbe dovuto restare in piedi. «Il movimento del terreno rilevato a Bangkok dopo il terremoto – ha affermato – era circa un terzo o la metà del livello che consideriamo nella progettazione di opere analoghe».
Riguardo alle cause che potrebbero aver generato il crollo, il direttore del centro thailandese di ricerca sui terremoti non si sbilancia limitandosi a rimarcare che «sembrerebbe che l'edificio abbia ceduto dal basso».
A sbilanciarsi sono invece stati alcuni operai secondo cui il progetto sembrava poco sicuro.
Una società assetata di commesse
China Railway Group, la società madre, ha iniziato costruendo la maggior parte degli oltre 48.000 km di linee ferroviarie ad alta velocità della Cina. Negli ultimi anni, con il calo della domanda di nuovi progetti in patria, la società e le sue sussidiarie hanno però ampliato il proprio raggio d'azione con l'obiettivo di procurarsi nuove commesse. L'espansione in altri Paesi coincideva spesso con le priorità del Governo cinese. Nel 2019, mentre Pechino cercava legami più stretti nel Pacifico, China Railway Group ha acquistato una miniera d'oro inattiva nelle Isole Salomone. I lavoratori impiegati sul luogo hanno raccontato al New York Times che le loro preoccupazioni sulla sicurezza del lavoro sono spesso state ignorate.
Durante il suo percorso espansionistico, però, China Railway Group invece di migliorare il bilancio, ha progressivamente accresciuto i propri debiti. Nel 2024, così, il suo rapporto annuale mostra passività totali per un valore di 211 miliardi di dollari.
Il crollo del grattacielo di Bangkok non è poi l'unico riconducibile a China Railway Group. Un'altra sussidiaria della società è stata accusata, insieme a presunti funzionari corrotti, del crollo della pensilina di una stazione ferroviaria in Serbia lo scorso novembre. Nell'incidente persero la vita 15 persone.