Il progetto

In una gran «Polvere di stelle» il Teatro di Locarno si rinnova

Lo studio locarnese Michele Arnaboldi Architetti si aggiudica la vittoria del concorso per un nuovo Kursaal - Alain Scherrer, presidente del consiglio d’amministrazione: «Subito al lavoro per definire i costi e la data di avvio del cantiere»
Ecco come si presenterà, un domani, nella visione «Polvere di stelle» dello studio Arnaboldi © MAD
Jona Mantovan
17.03.2025 18:15

Il prossimo abito del Teatro di Locarno sarà tessuto con «Polvere di stelle». È questo infatti il nome del progetto vincitore del concorso per un nuovo Kursaal, firmato dallo studio Michele Arnaboldi Architetti di Minusio. Circa un anno fa, la società che gestisce l’edificio in Largo Zorzi aveva pubblicato un bando per ristrutturarlo e ampliarlo, valorizzandone la sostanza e l’espressione storica. E così, stamattina, l’annuncio: «Un lavoro dalle premesse non facili, per tutta una serie di questioni tecniche», spiega al Corriere del Ticino Alain Scherrer, presidente della giuria (oltre che del Consiglio d’amministrazione della Kursaal Locarno SA). Del gruppo incaricato di compiere la scelta, riunitosi il 18 e 19 febbraio, facevano parte anche Davide Giovannacci e Claudio Franscella (supplente), oltre ai membri architetti professionisti Martin Boesch, Raffaele Cavadini, Federica Colombo, Eloisa Vacchini e Giorgio Guscetti (supplente).

Oggi si presenta così © CdT/Gabriele Putzu
Oggi si presenta così © CdT/Gabriele Putzu

Le sfide tecniche

«La zona si trova su una falda e quindi non si può scavare troppo in profondità. Allo stesso tempo, in superficie non si può fare qualcosa di troppo invasivo», precisa il 59.enne, il quale aggiunge la soddisfazione nell’aver scoperto «solo alla fine» che la preferenza è andata a una realtà locale. «Credo sia il primo incarico importante dopo la scomparsa del compianto fondatore, avvenuta un anno fa». L’ex sindaco della Città (ancora in carica quando l’iter era partito) non si sbilancia a proposito delle tempistiche di avvio del cantiere o della sua chiusura.

I prossimi passi

«Bisogna affinare il piano, cercando di valutare i costi, in collaborazione con i vari enti sostenitori. Solo a quel momento si potrà valutare il finanziamento e l’inizio delle opere. Ci metteremo al più presto in moto, già questo giovedì cominceremo a parlarne in dettaglio. E sarà materia delle prossime riunioni dell’esecutivo aziendale».

Sempre nella nota diffusa da Palazzo Marcacci, si legge che una presentazione pubblica si terrà il 20 marzo alle 17 nella sala 3 al secondo piano del Palexpo (in via alla Peschiera), dove per l’occasione saranno esposte (fino al 31 marzo, dalle 9 alle 16) le dieci proposte consegnate dai partecipanti. Il secondo e il terzo classificato nella competizione (che portano a casa, rispettivamente, 20.000 e 15.000 franchi di premio - al primo ne sono spettati 35.000), sono «Blue velvet» (da Ginevra, di G. M. Architectes Associés) e «Due in uno» (da Siviglia, di Guillermo Vásquez Consuegra Arquitecto).

Gli uffici e il ristorante saranno nella nuova ala sui giardini, verso il lago. La casa da gioco sarà nel nuovo seminterrato
Michele Bardelli, architetto, coordinatore e autore dello studio di fattibilità, 64 anni

L’architetto Michele Bardelli, coordinatore nonché autore dello studio di fattibilita, illustra la filosofia alla base dell’idea premiata: «È un intervento importante, che vuole però conservare l’involucro originale di inizio Novecento. La parte della sala da gioco sarà rifatta e questa sarà spostata nel piano interrato. Gli uffici e la parte di ristoro saranno collocati nella nuova ala che guarda i giardini verso il lago». La sezione oggi occupata dal ristorante e dalla terrazza sarà rifatta, insomma, proprio come previsto dal piano regolatore e dallo studio di fattibilità.

Cosa cambierà

«L’edificio originale, progettato dall’architetto Ferdinando Bernasconi senior nel 1900 con la collaborazione del pittore Filippo Franzoni, e inaugurato nel 1902, sarà mantenuto e valorizzato», precisa ancora il nostro interlocutore. «Le parti aggiunte saranno demolite e rifatte, inclusa la vetrata trentennale, che si trova su proprietà comunale e che ora sarà interessata dal progetto di riqualifica “Nouvelle Belle Époque”. La società Kursaal Locarno SA, proprietaria dello stabile e della quale la maggior parte delle azioni sono in mano alla città stessa (dopo l’acquisto, tre anni fa, di quelle dell’ente turistico, ndr), ha collaborato strettamente con l’inquilino, la Casinò di Locarno SA per elaborare la fattibilità e le esigenze della casa da gioco», conclude il 64.enne.

Una struttura di grande rilevanza culturale avrà presto un abito nuovo fiammante - ma rispettoso della sua storia - con il supporto dell’Associazione Amici del Teatro, della Fondazione cultura e della Città. Un abito tessuto con «Polvere di stelle», appunto.

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