Cadempino, Luxury Good-bye

«Da fashion valley a death valley il passo è breve». Scrivevamo così nel luglio di tre anni fa per descrivere la situazione in cui si trovava il Comune di Cadempino, confrontato con un calo del gettito fiscale e costretto a ricorrere a un prestito di 5 milioni di franchi per far fronte alla perequazione finanziaria dopo il disimpegno di Luxury Goods International (LGI) del 2019. Ma se nell’estate del 2022 l’immobile era comunque rimasto operativo, in questi giorni si è praticamente svuotato: il disimpegno si è trasformato in un vero e proprio addio. Questa mattina, infatti, l’azienda che dal 1997 aveva sede a Cadempino (allora si chiamava Gucci SA) ha annunciato il licenziamento degli ultimi 120 dipendenti di LGI in Ticino. Circa la metà di loro sono residenti. Lo scorso dicembre, il gruppo Kering, cui fa capo Luxury Goods International, aveva venduto la sede logistica di Bioggio, utilizzata da Luxury Goods Logistics, per concentrarsi su Sant’Antonino.
Ieri, il sindacato OCST ha raggiunto lo stabile di Cadempino dopo essere stato convocato insieme alla Commissione del personale. «La situazione che ci è stata prospettata non si può definire di certo un fulmine a ciel sereno, visto che è dal 2018 che il gruppo Kering si sta disimpegnando dal Ticino», ci spiega il sindacalista Paolo Coppi. Questa volta, però, essendo l’ultima fase di un processo che va avanti da tempo, «è stato emotivamente più impattante perché non ci sono alternative». Ma cosa succede, adesso? È stata aperta la fase di consultazione e in seguito verranno avviate le trattative con l’azienda, che in passato «si è sempre resa disponibile a trovare soluzioni che mediamente fossero equilibrate. Ha aiutato anche il buon rapporto instaurato tra OCST e Commissione del personale, che ha consentito di conoscere nel profondo le nuove esigenze», chiosa Coppi. Martedì si terrà un incontro con il personale.