Anche a Cornaredo, ora, c'è voglia di chiamarsi bomber

Mai come in questa stagione la Super League sta facendo il giro del mondo. E, di riflesso, dei social. Colpa o merito di un campionato clamorosamente equilibrato, il cui titolo rimane alla portata di sei squadre, racchiuse in un fazzoletto di punti. A fare parte dell’affollato vagone di testa c’è anche il Lugano, reduce dal fondamentale successo di Yverdon e atteso dall’ennesimo crocevia stagionale, domenica al St. Jakob-Park di Basilea. Il club bianconero, tuttavia, non punta a diventare «virale» in modo passivo. No, a Cornaredo e negli uffici di via Pioda sta prendendo forma una precisa strategia che mira ad ampliare la popolarità globale della squadra. E non solo grazie ai risultati ottenuti sul campo. La società, da noi contattata, parla di un percorso che inevitabilmente e volutamente passa e passerà dalla visibilità sui social media. Come? Beh, agganciare una delle community più in voga tra gli appassionati di calcio di lingua italofona è senza dubbio un primo indicatore interessante.
Terreno fertile
Parliamo di Chiamarsi Bomber, oramai un’istituzione del panorama sportivo italiano, ma molto seguita anche in Ticino. Nata nel dicembre del 2010 come semplice pagina Facebook, l’iniziativa di un gruppo di amici si è nel frattempo trasformata in una media company con oltre 4,7 milioni di follower e pure in testata giornalistica. Ebbene, nelle scorse ore a finire sul suo frequentatissimo palcoscenico è stato proprio il Lugano. A interessarsi ai bianconeri e a seguirne le gesta per un paio di giorni è stato «Carnejal», al secolo Gaetano Carnevale. Il 27.enne collabora con «Chiamarsi Bomber» dallo scorso novembre e, in qualità di content creator indipendente, si è fatto conoscere per il format «Una giornata da tifoso». «Il mainstream - racconta al CdT - non m’interessa. Più la realtà che posso esplorare è “esotica” o poco conosciuta, maggiore è la soddisfazione per il prodotto finale. Non sono un esperto di video, fotografia, e nemmeno un giornalista; racconto storie particolari - perlopiù di società di Serie D e C - e poi le condivido con la mia community social, e nel caso specifico con quella vastissima di Chiamarsi Bomber. Sono un emergente e per questa ragione punto allo spicchio di torta che non interessa agli altri. Il che, da un lato, mi permette di trovare terreno fertile per le mie narrazioni, per far passare il mio messaggio, mentre dall’altro mi pone quale obiettivo la crescita della notorietà del soggetto trattato».


Gaetano, dicevamo, è stato ospite del Lugano e di Lugano tra sabato e domenica. «E una menzione particolare, al proposito, va al social media manager del club Niccolò Bonetti che mi ha accompagnato in questa avventura». I video di Carnejal sono ficcanti e non s’interessano solo alla squadra di turno, ma anche al contesto in cui essa si muove. «Un mix tra calcio e cultura del luogo» sintetizza il diretto interessato, che ha seguito il match casalingo contro il Servette e ha anche avuto modo d’intervistare il difensore bianconero Mattia Zanotti. «Parliamo di un ex giocatore dell’Inter, regolarmente convocato dall’Italia U21 e tra i migliori elementi stranieri del massimo campionato svizzero» indica Carnevale. «Chiamarsi Bomber, in questo senso, cerca anche di anticipare il destino, soffermandosi su profili e fenomeni che un giorno potrebbe esplodere. Al netto di singoli calciatori, penso per esempio alla copertura della Kings League».
«Riscontro interessante»
Bene. Stringi stringi, però, qual è stato il riscontro dell’esperienza all’ombra di Cornaredo? Beh, tutto fuorché irrilevante. Il reel pubblicato sulla pagina Instagram di Chiamarsi Bomber, e dedicato alle parole di Zanotti, si appresta a toccare le 60 mila visualizzazioni. Il relativo post, per contro, ha sin qui generato 10 mila like. Il tutto incuneandosi tra Roberto Baggio, Khvicha Kvaratskhelia o ancora le provocazioni e considerazioni di Giuseppe Cruciani e Carlo Pellegatti. I quattro reel di Carnejal hanno per contro sfondato quota 200 mila visualizzazioni, alle quali aggiungere i contenuti declinati su Facebook, TikTok e il portale chiamarsibomber.com.
«Sono uno che crede sempre di poter fare meglio, e lo penso anche in questo caso; tuttavia l’interesse generato è innegabile» rileva Gaetano. «La cosa incredibile - spiega - è che la mia base di follower è tutto sommato contenuta. Sono meno di 9.000, e però da agosto i miei racconti social hanno ottenuto puntualmente un riscontro mensile superiore al milione di visualizzazioni. Visualizzazioni che da inizio anno sono salite a 3-4 milioni». Numeri importanti, sì, dietro ai quali «vi sono sacrificio e una strategia comunicativa metodica» tiene comunque a precisare il nostro interlocutore. «Cerco sempre di creare un’empatia con il luogo che mi accoglie e, quindi, anche con i tifosi ai quali mi rivolgo. Quelli bianconeri non hanno mancato di reagire positivamente ai contenuti che ho prodotto, mostrando curiosità e apertura. Ne sono felice, poiché spesso si tende a scambiarci per influencer che vogliono impicciarsi per mero tornaconto personale. Non è così. Anzi, essere il volto di Chiamarsi Bomber, una community social enorme e sempre più trasversale, costituisce una responsabilità». E della grande famiglia, con il suo circuito virale, ora fa parte anche il Lugano.