Calcio

Sì, il Lugano deve farsi perdonare: il «Crus» rinuncerà a Saipi e Arigoni?

Reduci dalla pessima figura contro il Basilea, i bianconeri domenica ospitano il Winterthur e non possono sbagliare
©CdT/Gabriele Putzu
Massimo Solari
08.12.2023 16:45

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, alla mezza figuraccia di mercoledì sera e al volto scuro di Mattia Croci-Torti. Contro il Basilea, d’altronde, era andato tutto storto. Sia in campo, sia fuori. La sensazione, riascoltando a freddo le seccate dichiarazioni rilasciate nel post partita, è che all’allenatore del Lugano sia andata di traverso l’impostazione data alla gara di Cornaredo. E con impostazione, sì, intendiamo anche le celebrazioni organizzate dalla società per il record di presenze firmato da Jonathan Sabbatini. «Per vincere serve concentrazione: dal primo all’ultimo minuto» aveva tenuto a sottolineare il Crus nella pancia della tribuna principale. E ciò, per l’appunto, suggerendo l’approccio sbagliato che ha accompagnato una sfida importantissima. Dopo tutto (e soprattutto) l’avversario era il Basilea, scomodissimo inseguitore nella parte bassa della classifica di Super League. Dopo tutto centrare il terzo successo consecutivo in campionato avrebbe costituito un segnale forte a fronte della bandiera bianca alzata anzitempo in Europa. L’aspetto nervoso, invece, ha fatto completamente cilecca.

Attitudine sotto esame

Detto del «Sabba Day», di autogol altrettanto infelici il Lugano ne ha architettati pure sul terreno da gioco. E qui a finire sul banco degli imputati è stato l’atteggiamento di tanti, troppi giocatori. Il paradosso, infatti, è che contro il Basilea dell’ex Fabio Celestini - compagine ben organizzata e scaltra, certo - non sarebbe servito chissà quale capolavoro per ottenere altri punti. Con gli imperdonabili errori commessi da Allan Arigoni (prima) e Amir Saipi (poi) sono però stati superati i limiti della decenza. Cadere, e farlo malamente, è dunque stato inevitabile. «Perdere ci sta; è il come lo abbiamo fatto che grida vendetta» ha rincarato Croci-Torti sul sito ufficiale del club. Anche per questa ragione c’è una certa curiosità per le imminenti scelte tecniche. Domenica pomeriggio, sempre a Cornaredo, arriva un Winterthur in crisi. Una formazione, quella di Patrick Rahmen, reduce da tre sconfitte consecutive e 11 gol subiti. I bianconeri, detto altrimenti, non hanno diritto all’errore. Anzi, considerate le premesse, hanno di che redimersi. Okay, ma con quale undici? I margini di manovra dell’allenatore non sono ampi, eppure un turno di stop per i citati Saipi e Arigoni non è da escludere. Il Crus potrebbe (dovrebbe?) pensarci seriamente. Tra i pali sarebbe pronto a subentrare Berbic, mentre riproponendo la difesa a tre si tratterebbe di inserire il recuperato Hajrizi, spostando Mai sul centro-destra. A fare la differenza, comunque, sarà l’atteggiamento mostrato dagli osservati speciali durante l’allenamento di oggi e nella rifinitura di domani. Perché la reazione dei singoli è doverosa quanto quella del collettivo. «Non vedo l’ora della partita per dimostrare, una volta di più, che il Lugano ha un’attitudine e una mentalità positive e vincenti» ha rilanciato il Crus sul portale bianconero.

Al giro di boa

Il match casalingo contro il Winterthur, per altro, avrà anche un valore statistico. Di tendenza, anche. Il massimo campionato elvetico è giunto al 17. turno, e quindi al giro di boa della prima fase che - dopo 33 giornate - spezzerà in due la graduatoria. Il calendario, in questo senso, presenta degli scontri diretti interessanti per il Lugano. Young Boys e San Gallo potrebbero rosicchiarsi punti a vicenda, così come Zurigo e Lucerna. Sesta forza del torneo, la compagine bianconera ha sin qui racimolato 22 punti. Ebbene, a titolo di paragone alla stessa altezza della scorsa stagione Celar e compagni contavano un punto in più. Anche la differenza reti era quasi identica: +1 oggi (28 gol fatti, 27 subiti), 0 ieri (26/26). Tradotto: tutto è ancora aperto per gli uomini di Croci-Torti, che da gennaio faranno a meno della Conference League e al contempo guadagneranno un elemento come Ousmane Doumbia. Sulla rosa del 2024, il direttore sportivo Carlos Da Silva e Georg Heitz da Chicago si chineranno definitivamente fra una decina di giorni. Interrogarsi, al netto del rientro dei vari Aliseda, Bottani, Valenzuela, Grgic e Marques, sarà inevitabile. L’obiettivo fissato dai vertici del club, lo ricordiamo, era uno dei primi tre posti. E l’ultima settimana prima della pausa, lastricata dalle sfide con Winterthur, Besiktas e Servette, determinerà gli umori con i quali provare a ridare sostanza a questa ambizione. Prima, però, c’è una mezza figuraccia da farsi perdonare.

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