Besso

Città della Musica, Lugano paga a rate

Raggiunto l’accordo con la SSR per esercitare il diritto di compera di 21,5 milioni dilazionando il pagamento: 10 milioni nel 2025, 5,5 il prossimo anno e il resto nel 2027 – Intanto, la Commissione della gestione del Gran Consiglio si appresta ad avallare il contributo cantonale
© Architecture Club
Nico Nonella
18.02.2025 06:00

Note liete per la Città della Musica. Sono settimane decisive per il futuro polo culturale a Besso: la Commissione della gestione del Gran Consiglio si appresta ad avallare il contributo cantonale di 13,4 milioni di franchi (oltre a un prestito di 18,6 milioni alla SUPSI) per la sua realizzazione. Musica per le orecchie di Lugano, che da tempo attendeva il via libera del Parlamento (il 20 marzo di due anni fa il Consiglio comunale aveva già dato il suo benestare) per poter esercitare il diritto di compera da 21,5 milioni con SSR, proprietaria del comparto. E che si appresta a farlo, con un’importante novità.

L’accordo

Doverosa premessa: il Consiglio di Stato aveva approvato il messaggio a fine novembre 2024 e in Gran Consiglio si arriverà verosimilmente a fine marzo , a una manciata di giorni dalla scadenza dell’accordo con SSR. Per evitare brutte sorprese, la Città ha giocato d’anticipo: «Il via libera del Parlamento è la conditio sine qua non per esercitare il diritto di compera. Visto l’allungarsi dei tempi, abbiamo trovato una accordo con la SSR per prorogare il termine a novembre 2025 e per una nuova formula di pagamento», conferma al Corriere del Ticino il vicesindaco e capodicastero Cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco. In buona sostanza, Lugano acquisterà lo stabile di Besso versando 10 milioni nel 2025, altri 5,5 il prossimo marzo e la parte restante nel 2027. Una soluzione più soft per le casse comunali (e per gli investimenti). «Siamo soddisfatti di aver trovato un accordo con la SSR, che ha capito le nostre esigenze. Parliamo di un progettto importante per la Città, per il conservatorio e per la fonoteca, che richiede grandi investimenti ma che genererà anche un cospicuo indotto», spiega Badaracco. In ogni caso, l’idea è di esercitare il diritto di compera non appena il Gran Consiglio avrà approvato il credito cantonale. Idealmente, ciò dovrebbe avvenire a fine marzo. La Gestione, conferma il suo presidente, Bixio Caprara (PLR), «è entrata in materia e ha svolto le audizioni del caso». Da sciogliere (ne parleremo più avanti) c’è infatti la questione dei maggiori costi per la realizzazione della Città della Musica. «I dubbi sono stati sciolti e siamo in attesa della proposta di rapporto. Personalmente lo ritengo un progetto molto importante e complesso, che ha richiesto gli approfondimenti del caso. È una partnership tra pubblico e privato che saluto con interesse».

Il perché dell’aumento

E veniamo ora ai costi «maggiorati». Come emerso dal messaggio del Governo, l’esborso per realizzare l’opera era lievitato di ben 35 milioni, passando dai 45 preventivati dall’analisi di fattibilità agli 80 milioni ricalibrati dallo studio di massima. Di conseguenza, anche il Consiglio di Stato aveva dovuto aggiornare l’importo dei sussidi cantonali: il contributo ammonta ora a 13,4 milioni contro i 12,4 di prima. Il Governo aveva spiegato che la ragione alla base dell’aumento consiste nella «rilevante sottostima, nello studio di fattibilità, delle superfici secondarie e conseguentemente anche dei volumi delle nuove costruzioni». Non si parla tanto delle superfici delle aule, degli uffici e dei laboratori ma piuttosto di quelle che riguardano «la circolazione e i servizi necessari alla realizzazione del progetto». Dettagli mica da poco, emersi al momento della presentazione del progetto vincitore (ovvero il «Pussar» dello studio basilese Architecture Club). E non è ancora tutto: la stima dei costi basata sullo studio di fattibilità «non considerava» due aspetti importanti: «l’aumento dell’IVA dal 7,7% all’8,1% (che avrebbe portato all’aumento della stima dei costi da 45 e 47 milioni) e la realizzazione di un’autorimessa per un costo stimato attualmente 5,7 milioni; costruzione indispensabile nel progetto scelto al termine della procedura di concorso al fine di rispettare i parametri pianificatori, in particolare la percentuale di area verde».

Appello ascoltato

Insomma, il Gran Consiglio si appresta ad accogliere l’appello lanciato da Badaracco da queste colonne a fine novembre 2024. «La Città della musica è un progetto importante per il Conservatorio della Svizzera italiana (cui gli stabili verranno dati in diritto di superficie per 99 anni, ndr) ma più in generale per lo sviluppo della musica, con l’auditorio come fiore all’occhiello. Auspichiamo che il Gran Consiglio dia una mano». La Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana, lo ricordiamo, ha già messo più volte mano al portafoglio. Ha finanziato cioè i lavori preparatori, compreso lo studio di fattibilità, il concorso internazionale di progetto e la fase dello studio di massima. Inoltre, aveva attivato una campagna di raccolta fondi per poter contribuire alla copertura dei costi, in particolare della nuova sala concerti/sala prove, raccogliendo 15 milioni di promesse di donazioni, oltre a metterci fondi propri.

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