Il caso

I migranti portati in Albania tornano in Italia: è bufera politica

Gli ospiti della struttura di Gjader provengono infatti da Egitto e Bangladesh, due Paesi non considerati sicuri - La rabbia di Lega e Fratelli d'Italia, Elly Schlein attacca: «Vergogna, 800 milioni buttati»
©Vlasov Sulaj
Red. Online
18.10.2024 17:57

I centri italiani per migranti in Albania sono operativi e negli scorsi giorni sono arrivati i primi ospiti. Un modello, quello italo-albanese, che ha attirato la curiosità dell’Europa sui cosiddetti hub di rimpatrio offshore. Eppur i nuovi arrivati del centro di Gjader devono tornare nel Belpaese, e pure di fretta. Il motivo? I loro Paesi di provenienza non sono considerati sicuri. I giudici della sezione immigrazione del tribunale di Roma hanno deciso che i dodici migranti devono essere riportati in Italia, nonostante le loro richieste di asilo siano state respinte dalle Commissioni territoriali. I dodici egiziani e bangladesi rientreranno a Bari domani a bordo di un mezzo della Guardia costiera. Come detto, a influire sulla decisione è il loro Paese di provenienza: Egitto e Bangladesh non sono infatti considerati Paesi sicuri. La sentenza della Corte di giustizia europea emessa lo scorso 4 ottobre stabilisce infatti che «un Paese per essere considerato sicuro lo deve essere in ogni sua parte e per ogni persona: non possono esserci persecuzioni, discriminazioni o torture verso nessuno in nessuna zona di territorio», ricorda Repubblica.

I 12 richiedenti asilo erano stati soccorsi nella notte del 13 ottobre dalla Guardia di finanza nelle acque internazionali della zona Sar italiana e trasferiti a bordo della nave Libra della Marina Militare fino al porto di Shengjin e dal lì al centro di detenzione di Gjader.

La presidente della sezione immigrazione Luciana Sangiovanni, citata dai media italiani, ha spiegato che «i trattenimenti non sono stati convalidati in applicazione dei principi, vincolanti per i giudici nazionali e per la stessa amministrazione, enunciati dalla recente pronuncia della Corte europea a seguito del rinvio pregiudiziale proposto dal giudice della Repubblica ceca. Il diniego della convalida dei trattenimenti nelle strutture ed aree albanesi equiparate alle zone di frontiera o di transito italiane è dovuto all’impossibilità di riconoscere come “Paesi sicuri” gli Stati di provenienza delle persone trattenute, con la conseguenza dell’inapplicabilità della procedura di frontiera e, come previsto dal protocollo, del trasferimento al di fuori del territorio albanese delle persone migranti, che hanno quindi diritto ad essere condotte in Italia».

Nonostante la loro richiesta di asilo sia già stata respinta, i migranti hanno ancora la possibilità di fare ricorso entro 14 giorni per poter chiedere nuovamente che gli venga riconosciuto questo status.

Le reazioni politiche

Inutile dire che la decisione dei giudici ha fatto scoppiare un polverone politico. «Proprio nel giorno dell'udienza del processo Open Arms contro Matteo Salvini, l'ordinanza che non convalida il trattenimento degli immigrati in Albania è particolarmente inaccettabile e grave. I giudici pro-immigrati si candidino alle elezioni, ma sappiano che non ci faremo intimidire», ha contestato la Lega in una nota.

«Assurdo! Il tribunale non convalida il trattenimento dei migranti in Albania. In aiuto della sinistra parlamentare arriva quella giudiziaria», si legge invece in un post sul profilo X di Fratelli d'Italia, in una grafica con una toga di colore rosso. «Alcuni magistrati politicizzati hanno deciso che non esistono Paesi sicuri di provenienza: impossibile trattenere chi entra illegalmente, vietato rimpatriare i clandestini - afferma ancora il messaggio sui social del partito della premier Giorgia Meloni -. Vorrebbero abolire i confini dell'Italia, non lo permetteremo».

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato il ricorso contro la decisione del tribunale: «Nutro rispetto per i giudici. Noi la battaglia la faremo all'interno dei meccanismi giudiziari. Battaglia nel senso di affermazione in punto di diritto internazionale europeo e nazionale. Ricorreremo e arriveremo fino alla Cassazione. Qui si nega il diritto del governo di attivare procedure accelerate: fare in un mese quello che altrimenti avviene in tre anni. Non solo andremo avanti con i ricorsi giudiziari ma andremo avanti anche con queste iniziative perché dal 2026 quello che l'Italia sta realizzando in Albania, e non solo, diventerà diritto europeo», ha sottolineato il ministro.

La segretaria del PD Elly Schlein ha duramente criticato la mossa del Governo italiano: «Vergogna! Altro che modello: l'accordo fatto con l'Albania è un accordo fuorilegge, un accordo che viola il diritto internazionale. L'intero meccanismo non sta in piedi. Si tratta di 800 milioni buttati che potevano essere usati per la sanità. Si configura un danno erariale», ha tuonato la leader dem.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Politiche UE di Camera e Senato hanno invece sferrato un duro attacco alla premier: «Giorgia Meloni deve chiedere scusa agli italiani, a partire da quelli che l'hanno votata, per averli raggirati con una truffa. Perché di questo si tratta: una truffa da centinaia di milioni di euro con cui Meloni, dopo essersi resa conto di non poter attuare il folle blocco navale promesso in campagna elettorale, ha voluto far credere agli italiani di aver trovato il modo di tenere lontani gli immigrati spedendoli oltremare. Una truffa organizzata così male da essere sventata dopo sole 48 ore dalla sua attuazione con l'ordine dei magistrati di liberare e rispedire in Italia i primi dodici migranti trasferiti in Albania, spendendo quasi 300 mila euro solo di gasolio. Un esito inevitabile: i giudici non hanno potuto convalidare il loro fermo amministrativo dovendosi attenere, come ovvio, al diritto europeo che, per sentenza Cedu dello scorso 4 ottobre, non riconosce come sicuri i Paesi così definiti dal governo. Tutta una truffa, tutto falso. Tranne le centinaia di milioni spesi per mettere in piedi questa messa in scena. Cosa farà ora Meloni? Sfiderà la legge continuando a portare in Albania migranti che dopo due giorni dovranno tornare liberi in Italia? Dal blocco navale al ponte navale?».