Il caso

Ricorso contro il preventivo: botta e risposta senza freni

Bellinzona, il Municipio invita il Governo a respingere la censura inoltrata da un cittadino in merito ai conti 2025: «Esecutivo, Gestione e Legislativo hanno svolto i compiti con serietà» - La replica del ricorrente: «Il Piano finanziario va presentato attraverso un apposito messaggio»
Il Municipio in carica da quasi un anno. © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
27.03.2025 06:00

«La decisione di approvazione del Legislativo comunale è senza dubbio ponderata, a comprova della seriosità e l’impegno svolto dai consiglieri comunali nonché della completezza dei documenti e delle informazioni». Il Municipio di Bellinzona invita il Consiglio di Stato a respingere «integralmente» il ricorso inoltrato da un cittadino - come anticipato dal Corriere del Ticino online il 6 febbraio - contro il preventivo 2025 approvato dal plenum due giorni prima. L’uomo biasima in particolare il via libera ai conti (con 40 sì, 7 no ed altrettante astensioni) in virtù di quella che ritiene essere una mancanza, ovvero il Piano finanziario fino al 2028. E che ribadisce - come vedremo più avanti - nella replica alle considerazioni dell’Esecutivo. Sia il suo scritto sia quello del consesso sono stati trasmessi negli scorsi giorni al Servizio ricorsi del Governo.

«Censure tardive»

Come prima cosa il Municipio stronca in poche righe le censure sollevate contro i mandati di prestazione, per l’anno in corso, tra la Città e gli enti autonomi Carasc (che si occupa della valorizzazione della montagna della sponda destra), Sport e Musei. Censure che vengono tacciate come «palesemente irricevibili poiché tardive», considerando che il Legislativo ha accolto i messaggi nella seduta del 16 dicembre scorso. Il termine di 30 giorni per impugnare le risoluzioni del plenum è stato superato, dato che il ricorso è stato interposto il 6 febbraio. «Per il resto non si vede, e il ricorrente non lo spiega, perché l’approvazione del Preventivo avrebbe dovuto prevedere il richiamo di decisioni già approvate e pregresse», annotano Mario Branda e colleghi. I quali entrano poi nel merito delle critiche formulate dal cittadino. Non prima però di aver precisato, nella premessa, che «le decisioni del Consiglio comunale sono annullabili solo quando sono contrarie a norme della Costituzione, di legge o di regolamenti o quando scaturiscono da processi decisionali carenti, che non garantiscono una libera e consapevole espressione del voto». In entrambi i casi, precisa il Municipio, ciò non è avvenuto nella fattispecie.

La discussione plenaria

L’Esecutivo ritiene «del tutto generiche e prive di fondamento» le censure espresse dal ricorrente. La pianificazione finanziaria viene trattata in una dozzina di pagine nel messaggio sul Preventivo 2025 che stima un disavanzo di oltre 13 milioni di franchi. Ed è «sempre stata sottoposta» al Legislativo, puntualizza il consesso, nella stessa modalità anche negli anni precedenti: «Il Piano finanziario non è un documento che viene approvato dal Legislativo, ma viene sottoposto a questo organo al fine di garantirgli una sufficiente informazione e permettere una discussione adeguata». Il sindaco Mario Branda e i colleghi ritengono insomma di aver assolto il loro compito, ossia fornire «un’oggettiva ed esauriente informazione sul tema della deliberazione». Idem la Commissione della gestione, che «ha proceduto al suo compito di verifica critica, con l’obiettivo di approfondire il tema». Il rapporto era stato sottoscritto da otto membri su nove (di cui tre avevano firmato con riserva). Infine il Municipio fa notare che durante la discussione plenaria nessuno ha lamentato «l’assenza di un piano finanziario o la carenza di informazioni». Lo conferma, nella sua risposta, anche il presidente del Legislativo Giorgio Krüsi (PLR).

«Il Manuale è chiarissimo»

Il cittadino nella replica ribadisce che «il Legislativo non ha potuto convenientemente pronunciarsi (...). Di fronte a un piano delle opere e a un piano finanziario corretto il tutto sarebbe stato di facile lettura, evitando interventi inutili a vantaggio di una discussione prettamente politica». Secondo il ricorrente sia il preventivo sia i mandati di prestazione degli enti autonomi citati in precedenza sono «viziati da illegalità» e pertanto, a suo dire, le decisioni vanno annullate. E si arriva al «cuore» delle critiche, ossia l’assenza del Piano finanziario, come sostiene il cittadino. A difesa della sua tesi cita il «Manuale di contabilità e gestione finanziaria per i Comuni ticinesi», secondo cui il Piano finanziario dev’essere «sottoposto al Legislativo per informazione e discussione, tramite apposito messaggio. In tal senso, pur in assenza di una decisione formale, i termini e le procedure per la presentazione del messaggio e relativo rapporto della Commissione della gestione (che diventa così obbligatorio) sono gli stessi che per ogni altro messaggio».

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