L'ex Centro al Suu ospiterà venti minori non accompagnati

La notizia era nell’aria da oltre un anno: oggi è arrivata l’ufficialità: l’ex Centro al Suu di Bombinasco accoglierà venti minorenni non accompagnati. A confermarlo è stata la Croce Rossa Svizzera, Sezione del Sottoceneri (CRSS), che aveva acquistato la struttura nel settembre del 2024 per trasformarla in un foyer.
I ragazzi, afferma la direttrice Debora Banchini Fersini, citata in una nota stampa, sono provengono da Biasca: erano precedentemente alloggiati all’Hotel Nazionale. «Il Centro di Bombinasco, dopo una prima fase di riorganizzazione dell’immobile, ci consente di garantire un’accoglienza adeguata a tutti i ragazzi in arrivo», dichiara Banchini Fersini. «Per questa ragione, siamo particolarmente soddisfatti di poter utilizzare e valorizzare questa struttura, che, grazie ai suoi spazi, sarà un luogo confortevole per i nostri progetti educativi, ma anche un ambiente familiare dove i ragazzi potranno sentirsi accolti, sostenuti e accompagnati nel loro percorso di crescita e integrazione. Un nuovo importante capitolo di accoglienza che garantirà una casa stabile per i minorenni non accompagnati affidati a CRSS».
Un «bivio sociale»
Fino al giugno 2023 l’immobile di Bombinasco, frazione di Curio, ospitava una decina di adulti con disagio psichico ma aveva dovuto chiudere a causa di difficoltà finanziarie. A quel punto si era trovato davanti a un «bivio sociale»: sia la Croce Rossa che un’associazione che intendeva promuovere un progetto per giovani con difficoltà psicosociali avevano avviato delle trattative con le proprietarie dello stabile, le suore della Seraphisches Liebeswerk di Soletta. Le quali avevano da subito preferito il progetto della CRSS. La questione era approdata anche sui banchi della politica cantonale: in una mozione presentata dal deputato del Centro (ed ex sindaco di Alto Malcantone) Giovanni Berardi e in un’interrogazione del deputato dell’UDC Tiziano Galeazi, era infatti stato chiesto al cantone di acquistare lo stabile per insediarvi, ad esempio, l’Unità di cura pedopsichiatrica per minorenni. IlGoverno aveva però risposto picche.
Malumore? Un po’
E in paese, come è stata accolta la notizia? Il tema, si sa, è di quelli che infiammano facilmente gli animi. Qualche malcontento, stando a quanto ci risulta, c’è stato. Il sindaco di Curio Gianni Nava ci conferma che qualcuno non ha apprezzato la decisione (che non è di competenza Comunale, ndr), ma il dissenso è stato espresso con toni civili.