«Pablo Bentancur ora deve dialogare con tutti»

«Così deve fare. Parlare. Dialogare con i tifosi. Con tutti i sostenitori. Con il Municipio. Poi riuscirà a farsi apprezzare anche da coloro che oggi lo contestano». È da decenni che l’anziano che intervistiamo, alla fine dell’assemblea dell’Associazione calcio Bellinzona che si occupa del vivaio granata, frequenta lo stadio Comunale. Di presidenti ne ha visti sfilare tanti. Dagli storici Otto Scerri e Felice Lazzarotto fino ai tempi recenti con i vari - per fare solo alcuni nomi - Luca Zorzi, Andrea Rege Colet, Manuele Morelli, Gabriele Giulini e Paolo Righetti. Ora alla testa del club c’è Brenno Martignoni Polti, ma chi finanzia la squadra consentendole di primeggiare in Challenge League (il budget è di 3 milioni) è Pablo Bentancur. È a lui che il nostro interlocutore si riferisce.

Scortato dai «securini»
Il patron e procuratore di calciatori, accolto fin dall’inizio con scetticismo, è spesso stato criticato per la scarsa comunicazione e per qualche atteggiamento sopra le righe. Divide la piazza, insomma. Tanto che all’assemblea di ieri sera si è presentato scortato da due agenti di sicurezza privata, dopo alcuni spiacevoli episodi avuti con la tifoseria più calda. Ha chiesto all’associazione di dargli fiducia, che ha un progetto anche per il settore giovanile. La sala ha reagito con un applauso. «È arrivato dal Sudamerica appositamente per l’assemblea. Significa che all’ACB ci tiene. Se ci fidiamo? Finora i soldi li ha messi. Poi, chiaro, come ogni imprenditore non investe per nulla...», affermano due soci che avviciniamo al momento dell’aperitivo. I volti sono distesi. Credono nella nuova «coppia» formata da Pablo Bentancur e Brenno Martignoni Polti. L’ACB è nelle loro mani, adesso.

Fra cerotti e prospettive
La discussione con i tifosi si sposta poi sul capitolo stadio. Quello attuale (inaugurato nel 1947 e più volte ristrutturato, l’ultima nel 2019) e quello che potrebbe essere realizzato da un investitore privato attivo in Argentina. «Il Municipio ragiona su cerotti e cerottoni per il Comunale, investendo milioni, quando i vertici granata chiedono se c’è la possibilità di avere un terreno sul quale edificare il moderno impianto», afferma un tifoso sulla quarantina. Ok, ma le tempistiche? «Ci vogliono almeno 10 anni? Perfetto, ma poi così avremo uno stadio all’altezza per i prossimi otto decenni, come a Lugano».