Il caso

«Serve una strategia chiara per salvare Carì»

Il Municipio di Faido lancia l'allarme dopo l'ennesima stagione che si chiude nelle cifre rosse – A preoccupare non è tanto l'estate, ma l'inverno a causa della penuria di neve
© CdT/Archivio
Alan Del Don
16.05.2023 10:12

«Senza una strategia per investimenti seri e mirati, tenuto conto che dopo l’acquisto da parte del Comune degli impianti, dei gatti delle nevi e delle infrastrutture, al di là dei lavori di manutenzione ordinaria, non si sono più sostenuti investimenti per il rinnovo e l’aggiornamento delle strutture, difficilmente sarà possibile assicurare un futuro a medio termine alla stazione invernale. Il che, tenuto conto dei costi di manutenzione ordinaria degli impianti, rende difficile anche la sostenibilità della gestione estiva».

È sempre stato trasparente, il Municipio di Faido, riguardo al destino di Carì. Il Comune medioleventinese da dieci anni è proprietario degli impianti con una SA e responsabile della gestione tramite una Sagl, dando lavoro ad una quarantina di collaboratori. Due lustri vissuti in modo altalenante, fra stagioni ottime ed altre deludenti a causa, naturalmente, della penuria di neve. Tutto ruota attorno ad essa, d’altronde, volente e nolente, anche se come fatto da altre parti si sta puntando viepiù anche sull’estate. Nel consuntivo dell’ente locale appena trasmesso al Legislativo (avanzo di oltre 570.000 franchi rispetto al disavanzo stimato di 231.000), l’Esecutivo fa il punto sulla situazione finanziaria del suo «gioiello».

Primi passaggi in netto calo

Lo fa in merito alla stagione 2021-2022, quella scorsa, dunque, in quanto l’anno contabile chiude in giugno (quindi per quella attuale occorre aspettare un mese). Ancora una volta la scarsità di precipitazioni ha influito in modo importante, considerando che gli impianti sono rimasti aperti solamente per un mese o poco più (dal 5 febbraio al 12 marzo 2022): 37 giorni, vale a dire -58% rispetto alla stagione precedente. I primi passaggi sono sprofondati (11.064, -71%); vanno poi aggiunti i 1.500 passaggi al tappetino posato in paese. In estate erano invece stati 2.267. A conti fatti il disavanzo è stato pari a poco più di 146.000 franchi che, al netto degli utili, alla fine si riduce a 77.750: «La cifra d’affari al netto dei contributi cantonali si attesta a 876.468 franchi, vale a dire poco più della metà per rapporto all’anno precedente». E la stagione che si sta per concludere? I risultati, puntualizza il Municipio, «non potranno essere che altrettanto negativi». Ossia un altro disavanzo. A preoccupare non è tanto la bella stagione, ma l’inverno, proprio come detto in virtù dell’assenza di neve. I primi passaggi (11.039) questo inverno sono tuttavia rimasti in linea con l’annata 2021-2022.

Le considerazioni

Secondo l’Esecutivo la stagione invernale «con una così marcata mancanza di precipitazioni costituisce l’ennesima dimostrazione che per diminuire di molto il rischio aziendale e garantire agli utenti un’offerta adeguata alle esigenze dei tempi non si potrà procrastinare ulteriormente l’investimento per completare l’esistente impianto di neve programmata, anzitutto, ma non solo, nella parte bassa della stazione (maggiormente esposta al sole; n.d.r.)», precisa l’Esecutivo guidato dal sindaco Corrado Nastasi. Un auspicio già espresso, ad esempio, quasi sei anni fa, in un’interrogazione dell’allora PPD (oggi il Centro). Inevitabile, a questo proposito, conclude il Municipio di Faido, «un’ampia riflessione che sappia coinvolgere tutti gli attori interessati, per dare un futuro ad una destinazione di importanza regionale come Carì che consente di assicurare offerte turistiche e possibilità di svago ai numerosi proprietari delle case secondarie e di generare indotti importanti per i vari commercianti e fornitori di servizi della regione».

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